La Chiesa di San Sebastiano a Boccheggiano

La Chiesa di San Sebastiano a Boccheggiano

La Chiesa di San Sebastiano a Boccheggiano è, insieme alla Chiesa di S. Bartolomeo, uno dei due edifici di culto che si trovano all’interno del centro storico del piccolo paese delle Colline Metallifere Toscane.

La storia della Chiesa di San Sebastiano

La costruzione del primo nucleo della chiesetta di San Sebastiano risale alla seconda metà del XIV secolo e fu voluta dalla famiglia senese dei Salimbeni, signori del castello di Boccheggiano a partire dal 1291. A conferma di ciò, troviamo incastonato sopra il portone di accesso alla Chiesa lo stemma di questa casata. Stemma contenente sei losanghe che forse rappresentano sei grani di sale, nomen-omen della famiglia che hanno nel “sale” la radice del loro cognome.
I Salimbeni cessarono di dominare il castello nel 1444, quando lo donarono alla città di Siena a seguito di duri anni di sanguinose battaglie. Questa è la data ante quem deve essere fatta risalire necessariamente la costruzione della prima metà dell’edificio. In origine infatti la Chiesa di S. Sebastiano era assai più piccola e, prima del prolungamento, il portone di ingresso doveva trovarsi sotto l’arco che si trova all’interno e che adesso divide l’edificio in due parti.

I restauri e la statua di San Sebastiano

È da pensare che il prolungamento avvenne durante i lavori di restauro operati attorno alla metà del 1600. Restauri voluti con molta probabilità dall’illustre antiquario boccheggianese Leonardo Agostini. Egli nel 1651 donò alla Chiesa di S. Sebastiano ed alla comunità di Boccheggiano la splendida statua dell’omonimo Santo che troviamo ancora oggi alle spalle dell’altare. Un’opera d’arte di grande valore, scolpita da Bartolomeo Cennini, fiorentino, collaboratore del Bernini durante la costruzione di S. Pietro a Roma.

Statua San Sebastiano a Boccheggiano

La statua in marmo bianco di Carrara è alta circa 130cm e rappresenta il Santo in piedi nel momento del martiro, avvenuto sotto l’imperatore romano Diocleziano. Sul basamento è presente una scritta in latino che ricorda il nome del donatore e quello dello scultore. San Sebastiano è inoltre ritratto nella pala di legno fissata sul muro a destra dell’altare.

Sui due muri laterali, che sorreggono l’arcata in mattoni all’interno della Chiesa, sono posizionati sul lato sinistro un’iscrizione in latino e su quello destro una pietra raffigurante la lupa di Roma. L’iscrizione latina inizia con un numero (MX?X, probabilmente una data), nella seconda riga è ravvisabile la lettera greca omega e il simbolo dell’infinito, mentre nella linea in basso si legge facilmente mei domini (“del mio Signore”). La lupa romana sull’altro lato è invece raffigurata nell’atto di leccare un gemello, che la sta accarezzando sotto il mento, e di travolgere l’altro, che sta allattando. Un’iconografia insolita per il soggetto.
Nella nicchia della parete di sinistra si trova la statua di Santa Barbara, protettrice dei minatori che hanno abitato per secoli il paese di Boccheggiano.

Bibliografia di riferimento: Raffaello Barabesi, L’antiquario Leonardo Agostini e la sua terra di Boccheggiano, 1928.

Si ringraziano Raffaella, Marzia e Graziella per la collaborazione e disponibilità.

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